{"id":125,"date":"2010-10-06T12:07:53","date_gmt":"2010-10-06T10:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/sitiunesco.it\/?p=125"},"modified":"2019-05-22T12:19:09","modified_gmt":"2019-05-22T10:19:09","slug":"mantova-e-sabbioneta-storia-arte-e-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=125","title":{"rendered":"Un po&#8217; di storia&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mantova e Sabbioneta, <\/strong>entrambe espressione del sogno di una dinastia di principi, rappresentano le due principali forme urbanistiche del Rinascimento: la trasformazione di una citt\u00e0 esistente e la citt\u00e0 di nuova fondazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mantova<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mantova \u00e8 citt\u00e0 da sempre legata all&#8217;acqua. Dapprima insediamento etrusco, localizzato in una piccola area corrispondente all&#8217;attuale Piazza Sordello, nel 214 a.C. <em>Mantua<\/em> divenne <em>oppidum<\/em> romano e poi <em>municipium<\/em>. Terminato il lungo periodo delle invasioni barbariche, nel X secolo la citt\u00e0 diviene dominio dei Canossa e, nel XII secolo, assume i tratti di libero Comune medievale. A questo periodo risale la complessa e poderosa pianificazione idraulica di Alberto Pitentino (1187) che frammenta il corso del Mincio in quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore, Paiolo, quest&#8217;ultimo prosciugato\u00a0a partire dal XVIII secolo. Nel 1274 il Comune diventa Signoria sotto il dominio dei Bonacolsi, spodestati nel corso di un sanguinoso scontro nel 1328, dalla famiglia Gonzaga, da quel momento e per circa quattro secoli signori incontrastati di Mantova. I Gonzaga intervennero sull&#8217;impianto urbanistico stesso della citt\u00e0, trasformando vie e piazze allo scopo di costruire una scenografia adatta alla rappresentazione del proprio potere, e dando cos\u00ec un nuovo volto alla citt\u00e0 che diventer\u00e0 una delle pi\u00f9 raffinate corti del Rinascimento italiano. La grandiosa residenza gonzaghesca di <strong>Palazzo Ducale<\/strong>, che si affaccia su Piazza Sordello, si collega seguendo il cosiddetto Percorso del Principe, con gli edifici e gli spazi pi\u00f9 intimi della famiglia Gonzaga, all&#8217;estremo opposto della citt\u00e0: <strong>Palazzo Te<\/strong>, cinquecentesca villa suburbana progettata da Giulio Romano, il <strong>Tempio di San Sebastiano<\/strong> progettato da Leon Battista Alberti, la <strong>Casa di Andrea Mantegna<\/strong>, <strong>Palazzo San Sebastiano<\/strong>. Nel centro storico la sequenza delle piazze costituisce il nucleo vitale della citt\u00e0: da Piazza Sordello si passa in Piazza Broletto e poi in Piazza Erbe, delimitata dalle case-bottega porticate, con il <strong>Palazzo del Podest\u00e0<\/strong>, il <strong>Palazzo della Ragione<\/strong>, la <strong>Torre dell&#8217;Orologio<\/strong>, la medievale <strong>Rotonda di San Lorenzo<\/strong>. Da Piazza Erbe si giunge infine in Piazza Mantegna, su cui si affaccia l&#8217;albertiana <strong>Basilica di Sant&#8217;Andrea<\/strong>, sommo esempio dell&#8217;architettura rinascimentale italiana. Una guerra di successione, un saccheggio ad opera di eserciti mercenari stranieri (1630) e la peste provocarono, infine, il declino di Mantova e la condussero sotto il dominio dell&#8217;Austria (1707). Successive trasformazioni hanno modificato l&#8217;aspetto della citt\u00e0, mantenendo per\u00f2 leggibile la struttura rinascimentale e la stratificazione di testimonianze di epoche differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sabbioneta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata su una piana alluvionale nell&#8217;Oltreoglio, Sabbioneta fu abitata fin dall&#8217;et\u00e0 del Bronzo. Il primo insediamento organizzato si fa risalire al I secolo a.C., perfezionato in <em>oppidum<\/em> dai bizantini, in <em>castrum<\/em> dai carolingi e infine in <em>curtis <\/em>medievale. Ma solo quando venne ereditato nel 1544 dal duca <strong>Vespasiano Gonzaga<\/strong>, il piccolo borgo medievale seppe trasformarsi, in brevissimo tempo, in piazzaforte all&#8217;avanguardia e raffinato centro culturale e architettonico. Nel 1556 Vespasiano inizia a modificare radicalmente l&#8217;antico abitato, trasformandolo in un trentennio in uno spazio urbano sapientemente\u00a0organizzato e razionalmente costruito, dotato di una cinta muraria con pianta a forma di stella (oggi ancora quasi perfettamente conservata) e con edifici consoni ad una nobile residenza signorile. L&#8217;assetto urbano \u00e8 imperniato su un asse mediano che collega i due ingressi di <strong>Porta Vittoria<\/strong> e <strong>Porta Imperiale<\/strong>, su cui si incardinano 34 isolati ortogonali tra loro. Asimmetrica rispetto a questo asse, troviamo Piazza Ducale, centro politico, amministrativo e religioso su cui si innestano ortogonalmente le vie minori porticate e i palazzi del potere. Sulla piazza, originariamente luogo di mercato, si affacciano <strong>Palazzo Ducale<\/strong>, sede degli impegni politici e amministrativi e la <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta<\/strong>, duomo della citt\u00e0. Dalla vicina Piazza Libreria Grande si accede alla <strong>Chiesa dell&#8217;Incoronata<\/strong>, che ospita il <strong>Mausoleo di vespasiano Gonzaga<\/strong>. Poco pi\u00f9 avanti il piccolo <strong>Oratorio di San Rocco\u00a0e San Sebastiano<\/strong> e, nascosta tra gli edifici civili, la Sinagoga, edificata nel 1824 come luogo di culto e riunione della comunit\u00e0 ebraica, presente in citt\u00e0 dal 1500. Vicina e altrettanto fuori asse , su Piazza d&#8217;Armi si elevano alcuni degli edifici pi\u00f9 rappresentativi del clima culturale della capitale di Vespasiano: il <strong>Corridor Grande<\/strong> e il <strong>Palazzo del Giardino<\/strong>, luogo dedicato agli svaghi, allo studio e al riposo. Di fronte, i resti della <strong>Rocca<\/strong>, l&#8217;antica piazzaforte dove il duca aveva ricavato la sua residenza. Poco distante si trova uno dei gioielli della storia del teatro in Europa, il <strong>Teatro all&#8217;Antica<\/strong> costruito da Vincenzo Scamozzi, primo edificio teatrale realizzato in Italia con fabbrica originale e non come adattamento di sale o interni di palazzi preesistenti. Ambizioso disegno di uno dei pi\u00f9 eccentrici principi del tardo Rinascimento italiano, Sabbioneta nasce cos\u00ec come <em>citt\u00e0 ideale<\/em>, pervasa dai segni del principe che declinano in forme inedite i canoni della classicit\u00e0 dai quali Vespasiano aveva tratto ispirazione.<\/p>\n<p class=\"title-gallery-post\">\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mantova e Sabbioneta, entrambe espressione del sogno di una dinastia di principi, rappresentano le due principali forme urbanistiche del Rinascimento: la trasformazione di una citt\u00e0 esistente e la citt\u00e0 di nuova fondazione. Mantova Mantova \u00e8 citt\u00e0 da sempre legata all&#8217;acqua. 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