{"id":392,"date":"2011-02-07T09:07:21","date_gmt":"2011-02-07T08:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/sitiunesco.it\/?p=392"},"modified":"2014-08-20T15:32:47","modified_gmt":"2014-08-20T13:32:47","slug":"lle-nuove-frontiere-della-rappresentazione-geografica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=392","title":{"rendered":"Le Dolomiti in 3D"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-391\" src=\"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/dolomiti.jpg\" border=\"0\" alt=\"dolomiti\" title=\"dolomiti\" width=\"427\" height=\"149\" style=\"vertical-align: text-top;\" \/><\/p>\n<p>Il modello digitale 3D delle Tre Cime di Lavaredo \u00e8 il primo case study completato del pi\u00f9 ampio progetto \u201cPeaks-3D\u201d, che si concluder\u00e0 nel 2012, che studia le soluzioni tecniche di rilievo 3D .<\/p>\n<p>La sfida tecnologica \u00e8 quella di una rappresentazione innovativa della geografia, che superi i limiti delle rappresentazioni geografiche bi-dimensionali, che, soprattutto per quanto riguarda i complessi montuosi, risultano spesso limitate.<\/p>\n<p>Le Tre Cime di Lavaredo, collocate tra le province di Belluno e Bolzano e parte delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO dal luglio 2009, sono state scelte come primo caso di studio del progetto per la loro complessit\u00e0. Presentano infatti pareti verticali di quasi 600 metri di dislivello, torri monolitiche, creste, pinnacoli e forcelle.<\/p>\n<p>La sfida \u00e8 stata colta con successo dai ricercatori della Fondazione Bruno Kessler di Trento e del Dipartimento di Geoscienze dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia, con i partner tecnologici Helica, Gexcel e Codevintec.<\/p>\n<p>La campagna di rilievo ha visto l\u2019utilizzo delle pi\u00f9 innovative strumentazioni ma anche dei pi\u00f9 antichi mezzi di trasporto. La cartografia aerea preesistente non permetteva il rilevamento delle pareti verticali. Quindi, grazie all\u2019azienda HELICA, si \u00e8 realizzato un rilievo da elicottero con laser scanner obliquo. Per ricostruire poi le zone nascoste alla vista aerea e per documentare con maggior dettaglio (5 cm) alcune aree di particolare interesse geologico, sono stati effettuati rilievi terrestri tramite un laser scanner. L\u2019ingombro ed il peso della strumentazione laser ha richiesto anche l\u2019impiego di alcuni muli per il trasporto in alta quota. Un potente software ha poi elaborato l\u2019immensa mole di dati per generare il modello tridimensionale. In ultimo, per produrre un modello foto-realistico, alcune immagini sono state proiettate sul modello geometrico cos\u00ec da ottenere una replica digitale corrispondente alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il modello ottenuto si presta ad innumerevoli potenziali applicazioni. Ad esempio per studi geomorfologici, stratigrafici e per il monitoraggio di quest\u2019area delle Dolomiti, al fine di tenere sotto controllo la stabilit\u00e0 delle pareti e l\u2019evoluzione del paesaggio. Per la\u00a0realizzazione di scenografie e di animazioni per scopi didattici e per applicazioni di realt\u00e0 virtuale. E\u2019 stata tra l\u2019altro ottenuta la visualizzazione in tre dimensioni delle vie d\u2019ascesa utilizzate in ambito alpinistico. La riproduzione a diversa scala di repliche fisiche del modello 3D potr\u00e0 inoltre essere utilizzata in ambito museale, anche per la fruizione di persone ipovedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modello digitale 3D delle Tre Cime di Lavaredo \u00e8 il primo case study completato del pi\u00f9 ampio progetto \u201cPeaks-3D\u201d, che si concluder\u00e0 nel 2012, che studia le soluzioni tecniche di rilievo 3D . 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