{"id":4677,"date":"2015-05-13T12:57:36","date_gmt":"2015-05-13T10:57:36","guid":{"rendered":" http:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=4677"},"modified":"2015-05-13T12:57:50","modified_gmt":"2015-05-13T10:57:50","slug":"le-6-componenti-del-sito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=4677","title":{"rendered":"Le 6 componenti del Sito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Componente 1: La Langa del Barolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;area comprende i territori storicamente favorevoli alla coltivazione del vitigno Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barolo, uno dei prodotti enologici piemontesi dal consolidato prestigio internazionale. Nell&#8217;area sono presenti numerosi luoghi del vino relativi all&#8217;intera filiera produttiva del Barolo, tra cui spiccano aziende vitivinicole di storica fondazione che hanno contribuito alla nascita e sviluppo di questo vino, quali i tenimenti di Fontanafredda appartenuti alla casa Reale di Savoia e le propriet\u00e0 della Famiglia Falletti di Barolo. I borghi medievali quali Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d&#8217;Alba si caratterizzano per l&#8217;imponente presenza di castelli in ottimo stato di conservazione attorno ai quali si sono modellati i centri urbani, che rappresentano importanti riferimenti visivi e identitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Componente 2: Il Castello di Grinzane Cavour<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello fu dimora di Camillo Benso Conte di Cavour nella prima met\u00e0 del XIX secolo. In questi luoghi egli cur\u00f2 le prime sperimentazioni votate al miglioramento delle tecniche di produzione dei vini rossi piemontesi. Attualmente, il castello e la sua collina rappresentano un polo d&#8217;eccezione per la conoscenza e la valorizzazione della cultura vitivinicola dell&#8217;intero comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato. Il castello ospita, infatti, la prima Enoteca Regionale del Piemonte e uno dei pi\u00f9 completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione. Il vigneto ai piedi del castello costituisce un importante centro di ricerca e sperimentazione sul patrimonio viticolo piemontese e presenta una delle collezioni di vitigni pi\u00f9 ampie a livello europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Componente 3: Le colline del Barbaresco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;area comprende vigneti prevalentemente coltivati a Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barbaresco, che rientra a pieno titolo nel palinsesto dei grandi vini italiani riconosciuti a livello internazionale. La zona include i borghi di Barbaresco e Neive, in cui si sono svolte le principali vicende storiche che hanno portato alla nascita del vino omonimo. L&#8217;area include le pi\u00f9 importanti aziende legate alle prime sperimentazioni dedicate alla vinificazione del vino Barbaresco, quali la cantina dei Produttori di Barbaresco, oltre a numerosi altri luoghi del vino in grado di rappresentarne l&#8217;attuale filiera produttiva. Una particolarit\u00e0 dell&#8217;area \u00e8 infine l&#8217;imponente torre medievale di Barbaresco, a strapiombo sul Tanaro, uno dei pi\u00f9 rilevanti riferimenti visivi del comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Componente 4: Nizza Monferrato e il Barbera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;area \u00e8 stata selezionata all&#8217;interno del territorio della DOCG Barbera d&#8217;Asti, e nello specifico all&#8217;interno della sottozona &#8220;Nizza&#8221;, prima area di diffusione e coltivazione del vitigno Barbera. Qui si produce l&#8217;omonimo vino rosso, il vino piemontese pi\u00f9 esportato all&#8217;estero. Numerosi sono i luoghi del vino in grado di rappresentare la filiera produttiva del Barbera &#8211; tradizionalmente legata al sistema della cooperazione &#8211; quali la cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra e alcune importanti aziende che hanno contribuito al perfezionamento delle tecniche di vinificazione di questo prodotto. L&#8217;area racchiude anche importanti testimonianze della cultura del vino, tra cui il Museo Bersano, che ospita una ampissima collezione di attrezzi da lavoro in vigna e testimonianze del &#8220;saper fare&#8221; contadino. La citt\u00e0 di Nizza Monferrato, identificata come la &#8220;capitale&#8221; del Barbera, \u00e8, inoltre, un eccezionale esempio di &#8220;villanova&#8221; medievale dalla consolidata tradizione commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Componente 5: Canelli e l&#8217;Asti Spumante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Selezionata all&#8217;interno del territorio della DOCG Asti, e nello specifico all&#8217;interno della sottozona &#8220;Canelli&#8221;, \u00e8 un&#8217;area prevalentemente coltivata a Moscato Bianco. Da questo vitigno si produce il vino spumante aromatico Asti &#8211; il vino bianco italiano pi\u00f9 esportato all&#8217;estero &#8211; vinificato grazie ad una specifica tecnica inventata e perfezionata dall&#8217;enologo piemontese Federico Martinotti alla fine del XIX secolo. Nella componente \u00e8 inclusa una parte significativa del centro urbano di Canelli, citt\u00e0 commerciale e industriale di primo piano del comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato, in cui dalla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento si \u00e8 avviata la tradizione spumantiera pimontese (e italiana). Le industrie spumantiere possiedono imponenti spazi di lavorazione, denominati &#8220;cattedrali sotterranee&#8221; grazie alla spettacolare ampiezza degli ambienti voltati che rappresentano una delle pi\u00f9 significative testimonianze architettoniche del Sito. Inoltre, il borgo medievale di Calosso si contraddistingue per la concentrazione di <em>crutin<\/em>, una particolare tipologia di architettura vernacolare utilizzata per la conservazione domestica delle bottiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Componente 6: Il Monferrato degli Infernot<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;area \u00e8 caratterizzata dalla diffusione di una singolare tipologia di manufatto architettonico, l&#8217;Infernot. Gli infernot sono scavati in una peculiare formazione geologica presente solo nel Basso Monferrato, la cosiddetta Pietra da Cantoni. Gli infernot sono utilizzati per la conservazione domestica delle bottiglie e rappresentano vere e proprie opere d&#8217;arte legate al &#8220;saper fare&#8221; popolare. L&#8217;area selezionata comprende le principali cave da cui si estraeva il materiale lapideo che caratterizza anche l&#8217;architettura dei pregevoli borghi d&#8217;altura. In stretta connessione sono i territori vitati, storicamente legati alla coltivazione del vitigno Barbera &#8211; qui vinificato principalmente come Barbera del Monferrato DOCG &#8211; e di altri vitigni minori comunque caratterizzanti il patrimonio di uve piemontesi. L&#8217;interesse dell&#8217;area \u00e8 anche testimoniato dalla presenza, oltre che di borghi e castelli, del Sacro Monte di Crea, a sua volta componente del\u00a0Sito seriale UNESCO &#8220;Sacri Monti di Piemonte e Lombardia&#8221;.<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Componente 1: La Langa del Barolo L&#8217;area comprende i territori storicamente favorevoli alla coltivazione del vitigno Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barolo, uno dei prodotti enologici piemontesi dal consolidato prestigio internazionale. 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