{"id":4909,"date":"2015-07-07T15:57:04","date_gmt":"2015-07-07T13:57:04","guid":{"rendered":" http:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=4909"},"modified":"2017-12-05T16:22:52","modified_gmt":"2017-12-05T15:22:52","slug":"i-monumenti-del-sito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=4909","title":{"rendered":"I monumenti del Sito"},"content":{"rendered":"<p>I monumenti del sito seriale arabo-normanno sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina<\/strong><\/p>\n<p>Il Palazzo Reale di Palermo costruito tra l\u2019XI e il XII secolo, presenta combinazioni di stile islamico e romanico, frutto della convivenza tra diverse componenti culturali; pi\u00f9 conosciuto come Palazzo dei Normanni, \u00e8 il luogo in cui nel Medioevo era fissato il centro di potere: infatti esso sorse sulle rovine del precedente castello arabo, il <em>Qasr<\/em>, che a sua volta sorgeva su precedenti costruzioni bizantine, romane e addirittura puniche, ancora adesso visibili. Inizialmente i Normanni lasciarono sostanzialmente inalterata la vecchia struttura musulmana, fino all\u2019arrivo di Ruggero II che aspirava a possedere una sontuosa reggia ed inaugur\u00f2 grandi lavori che fecero completamente cambiare aspetto al Palazzo. La fortuna del Palazzo reale continu\u00f2 sotto il grande Federico II di Svevia, che lo fece diventare il simbolo del potere politico siciliano e un luogo di aggregazione culturale: i grandi poeti della Scuola siciliana si riunivano proprio qui.\u00a0Alla met\u00e0 del XVI secolo i Vicer\u00e9 spagnoli decisero di trasformare il Palazzo reale nella loro sede ufficiale, dando cos\u00ec avvio ad un profondo restauro che probabilmente permise la salvezza stessa dell\u2019edificio ma che lo trasform\u00f2 rendendolo quasi irriconoscibile rispetto al suo aspetto originario.<\/p>\n<p>Al centro della reggia troviamo la Cappella Palatina, oggi riconosciuta come una delle pi\u00f9 belle tra tutte quelle costruite in et\u00e0 medievale. La Cappella Palatina nacque dall\u2019idea di Ruggero II di costruire una chiesa che fosse all\u2019altezza del suo regno e che colpisse col suo splendore qualunque visitatore. La Palatina \u00e8 ancora una volta un esempio di incontro tra stile e modelli culturali e religiosi molto diversi tra loro, da un compromesso tra il clero greco e quello latino, entrambi intenzionati ad utilizzare la nuova chiesa di Ruggero. La Cappella, in origine un edificio a s\u00e9 stante, \u00e8 dedicata all\u2019apostolo Pietro e fonde elementi di entrambe le tipologie di architettura religiosa greca e latina, come si vede dalle scritte dedicatorie le troviamo bilingue. Emergono inoltre elementi stilistici tipicamente orientali e musulmani come i decori marmorei a cosmatesche e gli inserti in mosaico. L\u2019interno della Cappella \u00e8 disseminato di meravigliosi mosaici bizantini, caratterizzati dal loro classico sfondo in oro.\u00a0Oggi della struttura propriamente normanna restano intatte soltanto la Cappella Palatina, la Torre Pisana e la Joharia che presentano caratteri prevalentemente islamici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chiesa di San Giovanni degli Eremiti<\/strong><\/p>\n<p>Il complesso monumentale di San Giovanni degli Eremiti comprende la chiesa e il chiostro del monastero fondato da Ruggero II nel 1132, e la \u201csala Araba\u201d a pianta rettangolare, probabilmente una preesistenza di una moschea di epoca islamica. La pianta dell\u2019edifico \u00e8 a croce commissa; l\u2019interno presenta una sola navata e sul transetto si presentano le tre absidi. Internamente San Giovanni si presenta scarna, sobria, immersa in un completo rigore, che non prevede alcun gioco di luce per il visitatore. Solo le cupole presentano dei giochi chiaroscurali che in qualche modo ravvivano l\u2019ambiente, altrimenti privato di qualunque vivacit\u00e0. Al contrario all\u2019esterno si presenta come una struttura vivacissima e ricca di particolarit\u00e0 come il posizionamento sfalsato delle cupole.\u00a0In origine San Giovanni degli Eremiti venne utilizzato come cimitero per gli alti dignitari della dinastia reale normanna, a dimostrazione del fatto che questo sito ebbe un\u2019importanza notevole durante il periodo medievale, per poi perdere gradualmente rilevanza con le dominazioni successive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chiesa di Santa Maria dell&#8217;Ammiraglio (detta Chiesa della Martorana)<\/strong><\/p>\n<p>Santa Maria dell\u2019Ammiraglio, simbolo della purezza del genio bizantino ortodosso, \u00e8 decorata con mosaici tra i pi\u00f9 stupefacenti e meglio conservati, realizzati da maestranze bizantine tra il 1143 e il 1148. La pavimentazione marmorea in opus sectile, segue i modelli bizantini, mentre alcuni motivi ornamentali denunciano l\u2019influenza della cultura islamica.\u00a0Venne costruita nella prima met\u00e0 del XII secolo per volere di Giorgio d\u2019Antiochia, l\u2019ammiraglio del re normanno Ruggero II. In origine l\u2019edificio era ovviamente nelle mani di religiosi di rito greco, fedeli all\u2019ortodossia, nel tempo per\u00f2 fin\u00ec anche sotto il controllo dei Benedettini, per poi tornare alle origini ed ospitare oggi la pi\u00f9 grossa comunit\u00e0 religiosa greco-albanese della Sicilia.\u00a0Pur conservando molti tratti originali, i diversi culti che qui si praticavano modificarono nel tempo le decorazioni e le strutture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chiesa di San Cataldo<\/strong><\/p>\n<p>La chiesa di San Cataldo \u00e8 stata realizzata da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. La costruzione di questa chiesa \u00e8 tutt\u2019ora avvolta nel mistero, dato che non sappiamo con certezza n\u00e9 in quale data fu fatta costruire (di certo siamo attorno alla met\u00e0 del XII secolo), n\u00e9 tanto meno siamo certi di chi ne ordin\u00f2 la costruzione, pare per\u00f2 venne edificata per volere di un importante ammiraglio e gran cancelliere del re normanno Guglielmo I, un certo Maione di Bari, che in ogni caso ne fu di certo il primo proprietario. Nel 1182 Guglielmo II diede in dono la chiesa ai Benedettini di Monreale, che la tennero sino al 1787. La chiesa non sub\u00ec particolari rifacimenti nel tempo e sub\u00ec un importante restauro nel XIX secolo che cancell\u00f2 di fatto ogni modifica avvenuta nei secoli, riportando San Cataldo al suo aspetto originale. L\u2019altare, costituito da una lastra marmorea, \u00e8 risalente alla costruzione della chiesa e presenta delle decorazioni a incisione che raffigurano l\u2019Agnus Dei attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti.\u00a0Oggi San Cataldo appartiene all\u2019Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Ponte dell&#8217;Ammiraglio<\/strong><\/p>\n<p>Il Ponte dell\u2019Ammiraglio, costruito nel secondo quarto di secolo XII e chiamato cos\u00ec perch\u00e9 voluto da Giorgio d\u2019Antiochia, ammiraglio del regno al servizio del re Ruggero II dal 1125, presenta la configurazione caratteristica <em>a schiena d\u2019asino<\/em>, con due rampe simmetriche rette da sette campate ad arco ogivale. L\u2019intera struttura \u00e8 realizzata in calcarenite e richiama per tecnica costruttiva e forma una tipologia diffusa in area magrebina. La solida struttura permetteva al ponte di sopportare dei carichi pesantissimi, senza subire alcun danno. Ben pochi furono gli interventi effettuati su quello che oggi consideriamo un vero e proprio monumento della Palermo arabo normanna: soltanto il Senato palermitano promosse nel XVII e nel XVIII secolo delle opere per consolidare la struttura, poich\u00e9 il fiume Oreto, che oggi ci appare pi\u00f9 come un fiumiciattolo, un tempo straripava spesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cattedrale di Palermo<\/strong><\/p>\n<p>La sua storia \u00e8 molto antica e affonda le sue radici al tempo del proclama di Costantino che permise anche ai Palermitani di costruire la propria Chiesa. Questa primissima struttura venne interamente distrutta durante le invasioni barbariche del V secolo. Sotto la dominazione bizantina inizi\u00f2 la costruzione di una nuova chiesa nello stesso punto in cui era stata distrutta quella precedente che venne consacrato alla Vergine Maria di cui oggi resta inalterata solo la cripta di forma quadrata. La storia di questa seconda fase di costruzione \u00e8 un susseguirsi di cambiamenti radicali. Quando gli Arabi conquistarono Palermo la convertirono in una grande moschea che prese il nome di \u2018Gami\u2019e attuarono delle modifiche stilistiche interne ed esterne; alla conquista normanna, Roberto il Guiscardo e Ruggero I decisero di riconvertirla cristianesimo. I nuovi lavori di restauro della Cattedrale si devono ad una disputa tra i il re Normanno Guglielmo II, detto \u2018Il Buono\u2019, e l\u2019arcivescovo di Palermo, Gualtiero. Alla fine del XII secolo infatti Guglielmo aspirava a costruire una nuova\u00a0 chiesa che sarebbe diventata punto di riferimento per tutta l\u2019area palermitana e inizi\u00f2 i lavori del Duomo di Monreale. Il Vescovo Gualtiero intendeva gi\u00e0 costruire una grande Cattedrale a Palermo per riaffermare il suo prestigio e ignorando completamente il fatto che il re avesse gi\u00e0 iniziato la costruzione a Monreale, diede ordine di iniziare i lavori per la costruzione della nuova Cattedrale a Palermo.\u00a0Molti personaggi importanti della storia di Palermo e della Sicilia vollero che il loro corpo fosse conservato proprio nella Cattedrale; tra i tanti, spiccano per la loro particolare bellezza i sepolcri di Costanza d\u2019Altavilla, Ruggero II, Federico II e Arrigo VI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Palazzo della Zisa<\/strong><\/p>\n<p>Il palazzo della Zisa non \u00e8 un edificio \u2018arabo\u2019 e venne fatto costruire nel periodo normanno dal Re Guglielmo I, al quale serviva una residenza estiva poco fuori dalla citt\u00e0. A quel tempo oltre la Zisa vi era solo la foresta, estesissima, che era la riserva di caccia dei sovrani: era il parco reale del Genoardo (dall\u2019arabo Jannat al-ar\u201d, giardino o paradiso della terra), che si estendeva ad occidente della citt\u00e0.\u00a0Quando Guglielmo I pens\u00f2 a far costruire un edificio destinato al suo svago, si ispir\u00f2 alle meravigliose residenze dei signori musulmani del Nord Africa e decise che il suo palazzo sarebbe stato sontuoso e bello al pari di esse. Per far questo si affid\u00f2 quasi unicamente ad artisti ed architetti arabi che riuscirono ampiamente a soddisfare i desideri del loro sovrano: la Zisa infatti sembrava davvero la dimora di un Emiro.\u00a0A completamento del loro lavoro, le maestranze arabe che avevano costruito questo meraviglioso palazzo proposero al sovrano di dargli un nome, cos\u00ec com\u2019era in uso fare presso il mondo musulmano. La richiesta venne subito accolta da Guglielmo e il nuovo palazzo prese il nome di \u2018Zisa\u2019, che deriva presumibilmente dalla parola arabo \u2018Al-Az\u00eez\u2019 che significa \u2018Splendido\u2019.\u00a0Numerosi interventi vennero effettuati sull\u2019edificio nel corso dei secoli. Il pi\u00f9 evidente di tutti \u00e8 la merlatura in cima all\u2019edificio, che venne realizzata nel XIV secolo per scopi difensivi.\u00a0Da un punto di vista architettonico la Zisa inaugura la stagione delle opere realizzate in altezza; si estende per ben tre piani e ha la forma di un parallelepipedo con pianta rettangolare. La grande sala principale ha una pianta a croce greca conserva le tracce di una fontana con fantastici effetti: l\u2019acqua che scorreva a \u2018zig zag\u2019 per poi terminare la sua discesa in due vasche quadrate, che hanno al loro interno degli ottagoni sfalsati. La presenza di fontane con questi giochi d\u2019acqua e decori \u00e8 tipica della cultura araba. Tutta la sala \u00e8 decorata con mosaici decorativi e tarsie marmoree in opus sectile che incorniciano le pareti e arricchiscono il pavimento. Agli angoli delle pareti si trovano colonnine annicchiate con capitelli marmorei di chiara ascendenza islamica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cattedrale di Monreale<\/strong><\/p>\n<p>\u00c9 uno dei monumenti pi\u00f9 solenni dell\u2019architettura normanna. L\u2019intero complesso monumentale, costituito dalla chiesa, dal convento benedettino e dal palazzo reale, venne edifi\u00adcato per volere del re Guglielmo II dal 1172. L\u2019impianto riprende in linea generale il modello della Cattedrale di Cefal\u00f9,\u00a0ma ne differisce per lo sviluppo volumetrico del santuario, dove transetto e absidi, avendo uguale lunghezza, formano un unico grande corpo centrale. L\u2019esterno \u00e8 quello tipico delle chiese normanne: un edificio fortificato, affiancato da due torri, di cui quella di destra e divenuta campanile nel \u2018600. Il portico, che si affaccia sulla piazza, nasconde uno splendido portale del 1186, detto \u201cPorta Regia\u201d, in bronzo, decorato con immagini a rilievo, con le cornici chiuse da una fascia bordata di foglie di acanto e gli stipiti contenenti quaranta quadretti raffiguranti episodi del Vecchio e Nuovo. Da notare per il forte accento arabeggiante sono le decorazioni geometriche e policrome a tarsie di calcare e di pietra lavica delle tre absidi. Le pareti all\u2019interno sono coperte da uno straordinario rivestimento musivo, su fondo in oro, dominato dalla figura del Cristo Pantocratore, che occupa l\u2019intera superficie del catino absidale. I mosaici, realizzati unitariamente e completati quasi del tutto entro il 1182, sorprendono per la loro armonia con l\u2019architettura. Il duomo \u00e8 dedicato a Santa Maria la Nova. Adiacente all\u2019abbazia benedettina troviamo il chiostro che funge da perno di tutto il complesso abbaziale che si sviluppa intorno ad esso e rappresenta uno splendido esempio di architettura bizantina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cattedrale di Cefal\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>La cattedrale fu fondata nel 1131 da re Ruggero II, che ripristin\u00f2, nel 1145, il vescovado di rito latino, per riportare alla cristianit\u00e0 questa parte di territorio gi\u00e0 fortemente islamizzata. E\u2019 stata concepita come mausoleo degli Altavilla e custodisce mosaici che i pi\u00f9 autorevoli studiosi di arte bizantina considerano essere una delle pi\u00f9 raffinate e meglio conservate espressioni dell\u2019arte del mosaico bizantino comneno. La decorazione musiva, realizzata intorno al 1148, ricopre le pareti del presbiterio e la grande abside centrale, dove campeggia l\u2019imponente figura del cristo Pantocratore, ed opera di maestri bizantini. Annesso alla Cattedrale \u00e8 il Chiostro per tre lati circondato da un portico a colonne binate con capitelli figurati che sorreggono archi ogivali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I monumenti del sito seriale arabo-normanno sono: &nbsp; Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina Il Palazzo Reale di Palermo costruito tra l\u2019XI e il XII secolo, presenta combinazioni di stile islamico e romanico, frutto della convivenza tra diverse componenti culturali; pi\u00f9 conosciuto come Palazzo dei Normanni, \u00e8 il luogo in cui nel Medioevo era fissato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[165],"tags":[],"class_list":["post-4909","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-palermo-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4909"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5424,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4909\/revisions\/5424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}