{"id":5471,"date":"2018-01-30T12:52:15","date_gmt":"2018-01-30T11:52:15","guid":{"rendered":" http:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=5471"},"modified":"2018-01-30T12:52:15","modified_gmt":"2018-01-30T11:52:15","slug":"le-tre-componenti-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=5471","title":{"rendered":"Le tre componenti italiane"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le fortificazioni veneziane di Bergamo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 fortificata di Bergamo rappresenta l&#8217;estremit\u00e0 pi\u00f9 occidentale del sistema di difesa dello Stato di Terra della Serenissima per difendersi dalle potenze europee. Le mura di Bergamo vennero costruite fra il 1561 e il 1588 dalla Repubblica di Venezia su progetto degli ingegneri Francesco Malacreda e Genesio Bersani per arginare gli attacchi nemici, anche se non sub\u00ec mai assedi. Le fortificazioni hanno un tracciato di oltre 6 chilometri e comprende 14 baluardi, 2 piattaforme, 100 aperture per bocche da fuoco, 2 polveriere, 4 porte: Sant\u2019Agostino, San Giacomo, Sant\u2019Alessandro e Garibaldi (gi\u00e0 San Lorenzo). Per realizzare le Mura vennero demoliti oltre 250 edifici, di cui 8 religiosi, tra cui rientrano anche la cattedrale di Sant&#8217;Alessandro e il convento domenicano di Santo Stefano: questo il motivo delle otto scomuniche lanciate durante i lavori.\u00a0Alcuni tratti di fortificazione erano gi\u00e0 presenti in epoca romana ma agli inizi del Cinquecento si trovavano in condizioni di estrema decadenza e vennero quasi totalmente sostituite dalla nuova opera. A lavori conclusi, il perimetro della fortificazione risult\u00f2 del tutto nuovo e non includeva alcuna parte di opere da difesa precedenti. Il perimetro comprende il sistema fortificato veneziano nella sua complessit\u00e0 di mura interne (bastionate) ed esterne, con elementi fortificati come i Forti di San Vigilio e di San Domenico e la Cittadella e la Rocca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le fortificazioni veneziane di Peschiera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 fortificata di Peschiera del Garda \u00e8 un collegamento, essenziale per uno Stato cos\u00ec vasto e ramificato, tra Venezia e i suoi territori pi\u00f9 occidentali situati oltre il fiume Mincio. E\u2019 caratterizzata da una pianta pentagonale, comprende l&#8217;intero centro abitato all&#8217;interno del pentagono bastionato ed \u00e8 l&#8217;unica dell&#8217;intero sistema collocata in un contesto lacustre; sono stati inclusi nella fortificazione anche elementi idrici come il Canale di Mezzo, ramificazione del Mincio, navigabile gi\u00e0 al tempo dei romani.\u00a0Quando la piazzaforte di Peschiera pass\u00f2 sotto il controllo della Repubblica di Venezia, le fortificazioni vennero rinnovate secondo i criteri adottati in quell&#8217;epoca: la cinta venne quindi terrapienata e bastionata su progetto redatto da Guidobaldo della Rovere. Questa nuova cinta fortificata <em>alla moderna<\/em> seguiva l&#8217;andamento di quella medievale, quindi con cinque lati ma con cinque angoli protetti da bastioni. Lungo la cinta vennero inoltre aperte due porte, porta Verona e porta Brescia, poste in direzione delle strade che conducevano alle due importanti citt\u00e0. Intorno alla met\u00e0 del Cinquecento la Rocca Scaligera venne modificata e terrapienata per adeguarla alle necessit\u00e0 delle moderne artiglierie.\u00a0Nel 1797 la fortezza pass\u00f2 sotto il dominio dell&#8217;Impero austriaco: che la trasformarono in piazzaforte che divent\u00f2 un robusto caposaldo del Quadrilatero, insieme a Legnago, Mantova e Verona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le mura fortificate di Palmanova<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palmanova fu fondata il 7 ottobre 1593 e progettata per ospitare ventimila persone. La fortezza della citt\u00e0 doveva costituire il centro strategico per neutralizzare gli attacchi ottomani dall&#8217;Oriente e gli attacchi dall&#8217;Austria.\u00a0 E\u2019 l&#8217;unica citt\u00e0 di nuova fondazione inserita nel sito UNESCO e perfetta sintesi tra aspetti militari e aspetti civili delle citt\u00e0 utopiche rinascimentali. La fortezza cittadina si presenta come un nucleo urbano di 70 ettari, contenuto all&#8217;interno di tre cinte murarie concentriche, due mura veneziane e il perimetro pi\u00f9 esterno \u00e8 francese, che conferiscono a Palmanova la sua forma a stella a nove punte. L&#8217;area abitata \u00e8 organizzata seguendo rigidi moduli geometrici e si estende in stretta connessione con il perimetro fortificato; questi due elementi rappresentano un insieme in cui ogni opera di costruzione \u00e8 collegata in forma e funzione alla struttura militare. Palmanova rimase per pi\u00f9 di duecento anni sotto il dominio della Serenissima (1593-1797), fino a quando Napoleone la conquist\u00f2. Dopo la caduta di Napoleone Palmanova rientr\u00f2 a far parte dell\u2019eterogeneo impero asburgico fino al 1866, con la sola parentesi dell\u2019insurrezione del 1848, quando la fortezza sub\u00ec un lungo assedio da parte delle truppe austriache.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fortificazioni veneziane di Bergamo La citt\u00e0 fortificata di Bergamo rappresenta l&#8217;estremit\u00e0 pi\u00f9 occidentale del sistema di difesa dello Stato di Terra della Serenissima per difendersi dalle potenze europee. 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