{"id":6425,"date":"2020-03-24T13:45:59","date_gmt":"2020-03-24T12:45:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=6425"},"modified":"2020-03-24T14:37:27","modified_gmt":"2020-03-24T13:37:27","slug":"un-po-di-storia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=6425","title":{"rendered":"Un po\u2019 di storia\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene rappresentano un paesaggio culturale rurale, caratterizzato prevalentemente dalla viticoltura e il cui risultato \u00e8 dovuto dalla continua interazione tra uomo e ambiente. Un paesaggio in continua evoluzione, le cui significative prove materiali prodottesi nel corso del tempo sono tangibili e sono rappresentative anzitutto della condizione di partenza di marginalit\u00e0 del sito.<\/p>\n<p>Testimonianze descrittive della coltivazione della vite nelle colline dell\u2019Alta Marca Trevigiana sono rintracciabili sin dall\u2019epoca romana: l\u2019introduzione dei vitigni si afferm\u00f2 soprattutto con i Romani attraverso l\u2019introduzione di nuovi vitigni e alla realizzazione di collegamenti stradali. Con la caduta dell\u2019Impero romano anche la coltura della vite attravers\u00f2 una fase critica; il suo rilancio si ebbe solo successivamente attraverso il monachesimo benedettino.<\/p>\n<p>Ma il vero impulso alla coltura della vite e alla produzione del vino Prosecco, venne dato nei secoli successivi grazie alla ricerca e gli studi enologici e vitivinicoli. Fulcro di questa propensione alla ricerca \u00e8 ed \u00e8 stata la citt\u00e0 di Conegliano, dove gi\u00e0 nel 1768 venne aggiunta per volere del governo veneto la sezione \u201cScienza e Agricoltura\u201d all\u2019Accademia degli Aspiranti. L\u2019antica Accademia fu, difatti, la culla degli studi enologici ed agronomici che permisero di trasformare un\u2019agricoltura poverissima in un esempio di successo. La strada non fu facile: si trattava di fare scuola, di insegnare davvero ai contadini il loro mestiere. Questa intuizione port\u00f2 alla formazione di una vera e propria scuola agraria, che si concretizz\u00f2 nel 1876 con la fondazione della Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia, prima nel suo genere in Italia. Un sostanzioso contributo alla realizzazione della scuola venne dato da Cerletti e Carpen\u00e8, quest\u2019ultimo fondatore nel 1868 anche della Societ\u00e0 Enologica Trevigiana, che aveva lo scopo principale di migliorare la manifattura del vino trevigiano e renderlo commerciabile all\u2019estero.<br \/>\nNel 1923 venne fondata, sempre nella citt\u00e0 di Conegliano, la Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia, organismo indipendente dalla scuola, ma operante sotto la guida dei docenti.<br \/>\nIl contributo di questi due istituti fu determinante, non solo per il perfezionamento delle tecniche di produzione del vino, ma anche per il ridisegno del paesaggio rurale, che nel Novecento vide specializzarsi sempre pi\u00f9 nella coltivazione della vite passando da una viticoltura a vite maritata a quella specializzata \u201ca palo secco\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene rappresentano un paesaggio culturale rurale, caratterizzato prevalentemente dalla viticoltura e il cui risultato \u00e8 dovuto dalla continua interazione tra uomo e ambiente. 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