{"id":6729,"date":"2024-03-07T13:05:51","date_gmt":"2024-03-07T12:05:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=6729"},"modified":"2024-03-07T13:06:52","modified_gmt":"2024-03-07T12:06:52","slug":"un-po-di-storia-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/?p=6729","title":{"rendered":"Un po&#8217; di storia&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>I gessi emiliano-romagnoli si sono formati in seguito a due degli eventi geologici pi\u00f9 impressionanti della storia della Terra: la disgregazione del supercontinente Pangea, avvenuta circa 200 milioni di anni fa, e la catastrofe ecologica che colp\u00ec il Mar Mediterraneo circa 6 milioni di anni fa, conosciuta come \u201cCrisi di Salinit\u00e0 del Mediterraneo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Appennino settentrionale, i depositi evaporitici che testimoniano questi due eventi geologici distanti nel tempo, affiorano in un\u2019area ristretta, ravvicinati dall\u2019orogenesi appenninica innescata dalla collisione dei continenti africano ed europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal tardo Cenozoico, queste rocce hanno progressivamente assunto l\u2019attuale assetto e sono state interessate dall\u2019azione delle acque superficiali e sotterranee, in un regime climatico classificato come subtropicale umido secondo la classificazione climatica di K\u00f6ppen-Geiger. Condizioni calde e umide portano solitamente a una dissoluzione diffusa dei depositi evaporitici con conseguente obliterazione dei fenomeni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019area dell\u2019Appennino settentrionale invece, la peculiare collocazione delle rocce e l\u2019alternanza delle fasi glaciali e interglaciali non solo le hanno preservate, ma hanno creato anche le condizioni per la formazione di manifestazioni carsiche uniche.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricchezza di forme carsiche epigee e ipogee, alcune delle quali descritte per la prima volta in quest\u2019area, e la non comune ricchezza di rari speleotemi e minerali di grotta alcuni dei quali unici al mondo, contribuiscono all\u2019eccezionalit\u00e0 di quest\u2019area.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In epoca romana la presenza di grotte naturali nel gesso ha facilitato l\u2019estrazione di splendidi cristalli trasparenti utilizzati nelle intelaiature delle finestre, al posto del vetro. La vicinanza alla prima Universit\u00e0 e un florido ambiente culturale alla fine del XVII secolo portarono proprio in quest\u2019area alla nascita delle discipline della speleologia, mineralogia e idrogeologia nelle evaporiti. Per questo motivo gran parte delle scoperte scientifiche riguardanti il carsismo evaporitico devono la loro origine a questi luoghi: per l\u2019evidenza dei fenomeni, per la loro accessibilit\u00e0 e per la combinazione unica di fattori climatici e geologici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I gessi emiliano-romagnoli si sono formati in seguito a due degli eventi geologici pi\u00f9 impressionanti della storia della Terra: la disgregazione del supercontinente Pangea, avvenuta circa 200 milioni di anni fa, e la catastrofe ecologica che colp\u00ec il Mar Mediterraneo circa 6 milioni di anni fa, conosciuta come \u201cCrisi di Salinit\u00e0 del Mediterraneo\u201d. Nell\u2019Appennino settentrionale, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[258],"tags":[],"class_list":["post-6729","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-carsismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6729"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6729\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6730,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6729\/revisions\/6730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.patrimoniomondiale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}