Centro Storico di Napoli

“Entrata grandiosa: si scende per un’ora verso il mare attraverso un’ampia strada, scavata nella roccia tenera, sulla quale la città è costruita. Solidità dei muri. […] Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.” (Stendhal)

Le origini della città sono molto articolate. Costruzioni e ricostruzioni, influenze dai Romani ai Bizantini, fino ai Normanni, al gotico lombardo, al Rinascimento e al contemporaneo hanno reso il centro storico della città un incredibile palcoscenico fatto di arte, storia ed espressione urbanistica lungo un arco di oltre venti secoli. Un centro storico di valore universale senza eguali che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa.

Iscrizione alla Lista Patrimonio Mondiale:

Berlino (Germania), 4-9 dicembre 1995

Criteri iscrizione

(ii): Napoli è una città molto antica, sviluppatasi secondo un percorso storico che l’ha esposta ad una vasta gamma di influenze culturali, che hanno lasciato le loro tracce nella struttura urbanistica della città, nell’architettura e nei monumenti. Allo stesso tempo, Napoli ha esercitato una notevole influenza nel resto d’Europa fin dall’antichità, quando fu uno dei centri più importanti della Magna Grecia e della Repubblica Romana. Il suo ruolo come uno dei centri culturali più influenti nella regione del Mediterraneo fu riconfermato nel Medioevo e ancora dal XVI al XVII secolo, periodo nel quale fu una delle principali capitali europee ed esercitava rilevanti influssi in molti campi della cultura, legati soprattutto all’arte e all’architettura;
(iv)
: il centro storico di Napoli affacciato sulla baia di Napoli è un esempio eccezionale di complesso urbanistico e monumentale che illustra stadi significativi della lunga storia della penisola italiana e del bacino del Mediterraneo. Lo schema urbano dell’antica Neapolis è ancora visibile e costituisce il modulo fondante del tessuto attuale del centro storico di Napoli. Dal Medioevo al XVIII secolo Napoli fu uno dei centri più vivaci dal punto di vista delle produzioni artistiche e architettoniche che si espressero nelle sue antiche fortezze, nei suoi complessi reali, come il Palazzo Reale del 1600, e l’insieme delle chiese e palazzi commissionati da nobili famiglie. Questi elementi fornirono un contributo determinante, in particolare, allo sviluppo dell’architettura di interni, della pittura e della scultura.

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I Trulli di Alberobello

“Sono minuscole capanne tonde, dal tetto a cono aguzzo, in cui pare non possa entrare se non un popolo di omini, ognuna con un piccolo comignolo ed una finestrella da bambola, e con quella buffa intonacatura in cima al cono, che è la civetteria della pulizia, e dà l’impressione di un berretto da notte ritto sul cocuzzolo d’un pagliaccio…” (Tommaso Fiore, Il popolo delle formiche)

Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale:

Merida, Yucatan (Messico), 2-7 dicembre 1996

Criteri di iscrizione

(iii): essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
(iv)
: costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri una o più importanti fasi nella storia umana;
(v)
: essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili.

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Castel del Monte

“Misura, providenzia e meritanza / fanno esser l’uomo sagio e conoscente / e ogni nobiltà bon sen[n]’avanza / e ciascuna ric[c]heza fa prudente. / Né di ric[c]heze aver / grande abundanza / faria l’omo ch’è vile esser valente, / ma della ordinata costumanza / discende gentileza fra la gente. / Omo ch’è posto in alto signoragio / e in riccheze abunda, tosto scende, / credendo fermo stare in signoria. / Unde non salti troppo omo ch’è sagio, / per grande alteze che ventura prende, / ma tut[t]ora mantegna cortesia.” (Federico II di Svevia, Rime)

Capolavoro dell’architettura medievale, Castel del Monte fu fatto costruire da Federico II di Hohenstaufen di Svevia nel 1240. E’ innegabile che il suo fondatore abbia voluto erigere questo Castello attribuendogli una forma e dei contenuti simbolici fortemente connessi al ruolo imperiale, ma è anche espressione della sua poliedrica personalità di sovrano illuminato, appassionato di matematica, poesia, filosofia, astronomia, capace di anticipare le concezioni rinascimentali. Perfetta sintesi fra scienza, matematica e arte, il castello è stato definito “pietrificazione di un’ideologia del potere”, manifesto della regalità tradotto in un materiale che resiste nel tempo, definito Stupor Mundi.

Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale:

Merida, Yucatan (Messico), 2-7 dicembre 1996

Criteri Iscrizione

(i): rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo;
(ii)
: mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
(iii)
: essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.

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Il Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta con il Parco, l’Acquedotto Vanvitelliano e il Complesso di San Leucio

Caserta sorge al limite nord orientale della pianura campana ed è chiusa, in parte, dalla catena dei monti Tifatini. Qui nel 1750 il re Carlo di Borbone decise di erigere una nuova reggia che costituisse il centro ideale di una moderna capitale, Caserta, in grado di rivaleggiare con le maggiori città europee: il complesso fu affidato al grande architetto Vanvitelli che progettò un palazzo maestoso, austero esternamente, ma prezioso negli interni, circondato da un parco con scenografiche fontane.

Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale:

Napoli (Italia), 1-6 dicembre 1997

Criteri iscrizione

(i): il complesso monumentale di Caserta rappresenta il capolavoro del genio creativo dell’architetto Luigi Vanvitelli, al quale il re Carlo di Borbone affidò nel 1750 la realizzazione di quella che doveva divenire la nuova capitale del Regno di Napoli, al cui centro pose la grande reggia, simbolo della potenza e della ricchezza della monarchia Borbonica;
(ii): 
da un punto di vista architettonico, la reggia, mirabile esempio di sintesi tra le tradizioni scenografiche barocche ed i nuovi influssi neoclassici, è un’opera eccezionale che ha fortemente influenzato lo sviluppo urbanistico, architettonico e paesaggistico dei borghi e delle aree limitrofe;
(iii): 
anche se il progetto della nuova capitale non fu mai realizzato, l’impianto urbanistico del complesso con il suo eccezionale sviluppo rettilineo, al centro di un’area caratterizzata dalla presenza di numerosi siti reali, poi trasformati in poli produttivi, costituisce una testimonianza di enorme interesse per la storia della civiltà settecentesca italiana;
(iv): 
l’esperienza della colonia di San Leucio rappresenta una tappa fondamentale della cultura illuministica settecentesca e dello sviluppo industriale e tecnologico nel territorio campano, sul quale ancora oggi operano opifici e industrie che si richiamano all’antica attività manifatturiera.

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Centro storico di Roma, le Proprietà Extraterritoriali della Santa Sede nella Città e San Paolo fuori le Mura

“Soltanto in quel luogo consacrato dai millenni tutto ciò che c’è stato e ci sarà può convivere con tutto: l’alto e il basso, il vecchio e il nuovo, la religione e l’empietà, il fasto e la miseria, persino Dio e il Diavolo sembravano aver trovato un equilibrio stabile e duraturo in quella città, dove tutto ciò è già accaduto, e mica una sola volta! Mille volte.” (Sebastiano Vassalli)

Capolavoro del genio creativo umano, mostra un importante scambio di valori umani, negli sviluppi dell’architettura e delle tecnologie, dell’arte monumentale, urbanistica o paesaggistica, direttamente o materialmente legato ad eventi o tradizioni con idee, con credi, con lavori artistici o letterari d’eccezionale valore universale.

Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale:

Parigi, 1-5 settembre 1980

Banff, Alberta (Canada), 7-12 dicembre 1990


Criteri iscrizione

(i): Il Sito Unesco comprende una serie di strutture di incomparabile valore artistico, prodotte in quasi tremila anni di storia: dai monumenti dell’antichità (come il Colosseo, il Pantheon e il complesso del Foro Romano e dei Fori Imperiali) alle fortificazioni costruite nei secoli (come le mura della città e Castel Sant’Angelo), ai progetti urbani delle età rinascimentale e barocca fino ai tempi moderni (come l’area sistina con il sistema del Tridente, da Piazza del Popolo a Piazza di Spagna e Piazza Navona) agli edifici civili e religiosi con la ricchezza delle loro decorazioni pittoriche e scultoree (come il Campidoglio, Palazzo Farnese, Palazzo del Quirinale, l’Ara Pacis, le Basiliche maggiori come San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura), realizzate da alcuni fra i più grandi artisti di tutti i tempi;
(ii)
: le opere presenti a Roma hanno avuto un’influenza decisiva attraverso i secoli sullo sviluppo dell’urbanistica, dell’architettura, della tecnologia e delle arti ovunque nel mondo. Le realizzazioni di età romana nel campo dell’architettura, pittura e scultura sono state modello universale non solo nell’antichità ma per i successivi periodi del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassico. Gli edifici classici, le chiese, i palazzi e le piazze di Roma rappresentano un punto di riferimento indiscusso, così come le opere pittoriche e scultoree che li arrichiscono. In particolare è nata a Roma l’arte barocca, che si è diffusa attraverso l’Europa ed in larga parte degli altri continenti;
(iii)
: il valore dei siti archeologici di Roma, centro della civiltà che trae il suo nome dalla città stessa, è universalmente riconosciuto. Roma conserva una quantità straordinaria di resti monumentali dell’antichità classica, che sono sempre rimasti visibili e sono in eccellente stato di conservazione, costituendo una testimonianza unica delle varie fasi di sviluppo e delle diverse tipologie architettoniche, urbane e delle arti, che coprono oltre un millennio di storia;
(iv)
: l’intero Centro Storico, così come i singoli edifici, testimonia il succedersi ininterrotto di tremila anni di storia dell’umanità. Il sito si caratterizza per la stratificazione di linguaggi architettonici, la ricchezza di tipologie edilizie e l’originalità dell’articolazione degli spazi urbani, che si integrano con la complessa morfologia dei luoghi. Tra le realizzazioni più significative si possono citare quelle civili (Fori, Terme, cinte murarie e palazzi); quelle religiose dalle basiliche paleocristiane alle chiese barocche; le opere idrauliche (i sistemi fognari, gli acquedotti antichi ed il sistema delle fontane rinascimentali e barocche, fino alle più recenti sistemazioni degli argini del Tevere). Questa complessa e chiara diversità di stili si fonde in un insieme fortemente caratterizzato e capace di evolversi nel tempo;
(vi)
: per oltre duemila anni Roma è stata doppia capitale, secolare e religiosa. Come luogo del potere dell’impero, che si estendeva attraverso tutti i territori del mondo fino ad allora conosciuto, Roma ha rappresentato un centro di civiltà di notevole diffusione le cui maggiori espressioni sono in campo giuridico, linguistico e letterario, tuttora fondamento della cultura occidentale. Roma è anche direttamente legata alla storia della fede Cristiana fin dalle sue origini. Roma è il luogo simbolo e meta privilegiata di pellegrinaggio fin dai primi secoli e ininterrottamente ancora oggi per la presenza delle tombe degli Apostoli, di santi e Martiri e sede dei Pontefici Romani.

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