IX Meeting dell’European Network of World Heritage Associations

Florence hosted the IX Meeting of the European Network of World Heritage Associations from October 10 to 12.
The meeting brought together various European entities to discuss shared topics and initiatives and its organization is made possible thanks to the financial support of the Italian Ministry of Tourism.

The event opened on October 10 with institutional greetings from Deputy Mayor Jacopo Vicini, responsible for Economic Development, Tourism, Fairs, and Congresses. Following these, Enrico Vicenti, Secretary General of the Italian National Commission for UNESCO, and Adele Cesi, National Focal Point for the implementation of the World Heritage Convention at the Ministry of Culture, addressed the attendees.

Representatives from 12 European countries then took the stage, presenting the projects developed by their respective Associations over the past year. The day concluded with contributions from Maria Del Pozo Lopez, Alianza de Paisajes Culturales y Sitios Afines Patrimonio Mundial, and Valerie Magar from ICCROM, who introduced the upcoming European Forum of Site Managers, scheduled for April 2025 in Granada, Spain.

On October 11, Peter Debrine, Head of the Sustainable Tourism Program led by UNESCO World Heritage Centre, delivered a presentation titled “Interpretation, Marketing, and Visitor Management: Sustainable Strategies for World Heritage Conservation.” He stressed the importance of establishing Visitor Centers that promote alternatives to the traditional sites suffering from overtourism, while highlighting the potential of World Heritage designation as a tool to engage and empower visitors in heritage conservation.

Carla Toffolo, representing Europa Nostra, contributed remotely with insights on the European Heritage Hub and its potential for the future development of the network.

The second day of discussions focused on future developments for the European Network of World Heritage Associations, with participants engaging in meaningful exchanges on collaborative projects and long-term strategies.

IX Riunione ENWHA foto di gruppo

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Le componenti del Sito

Alta Valle Secchia (Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano)

Bassa Collina Reggiana (Paesaggio Protetto della Collina Reggiana)

Gessi di Zola Predosa (sito Natura 2000)

Gessi Bolognesi (Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa)

Vena del Gesso Romagnola (Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola)

Evaporiti di San Leo (sito Natura 2000)

Gessi della Romagna Orientale (Riserva Naturale Regionale di Onferno)

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Un po’ di storia…

I gessi emiliano-romagnoli si sono formati in seguito a due degli eventi geologici più impressionanti della storia della Terra: la disgregazione del supercontinente Pangea, avvenuta circa 200 milioni di anni fa, e la catastrofe ecologica che colpì il Mar Mediterraneo circa 6 milioni di anni fa, conosciuta come “Crisi di Salinità del Mediterraneo”.

Nell’Appennino settentrionale, i depositi evaporitici che testimoniano questi due eventi geologici distanti nel tempo, affiorano in un’area ristretta, ravvicinati dall’orogenesi appenninica innescata dalla collisione dei continenti africano ed europeo.

A partire dal tardo Cenozoico, queste rocce hanno progressivamente assunto l’attuale assetto e sono state interessate dall’azione delle acque superficiali e sotterranee, in un regime climatico classificato come subtropicale umido secondo la classificazione climatica di Köppen-Geiger. Condizioni calde e umide portano solitamente a una dissoluzione diffusa dei depositi evaporitici con conseguente obliterazione dei fenomeni.

Nell’area dell’Appennino settentrionale invece, la peculiare collocazione delle rocce e l’alternanza delle fasi glaciali e interglaciali non solo le hanno preservate, ma hanno creato anche le condizioni per la formazione di manifestazioni carsiche uniche.

La ricchezza di forme carsiche epigee e ipogee, alcune delle quali descritte per la prima volta in quest’area, e la non comune ricchezza di rari speleotemi e minerali di grotta alcuni dei quali unici al mondo, contribuiscono all’eccezionalità di quest’area. 

In epoca romana la presenza di grotte naturali nel gesso ha facilitato l’estrazione di splendidi cristalli trasparenti utilizzati nelle intelaiature delle finestre, al posto del vetro. La vicinanza alla prima Università e un florido ambiente culturale alla fine del XVII secolo portarono proprio in quest’area alla nascita delle discipline della speleologia, mineralogia e idrogeologia nelle evaporiti. Per questo motivo gran parte delle scoperte scientifiche riguardanti il carsismo evaporitico devono la loro origine a questi luoghi: per l’evidenza dei fenomeni, per la loro accessibilità e per la combinazione unica di fattori climatici e geologici.

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Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale

Si tratta di un sito seriale composto da sette luoghi accomunati dalla loro conformazione geologica: un terreno carsico epigenico di gesso (epigenico in geologia significa che si è formato per processi successivi a quelli della roccia di cui fanno parte) insolitamente ben conservato ed esteso, include oltre il 90% delle rocce evaporitiche affioranti sul territorio. Questo territorio comprende un’altissima densità di grotte: oltre 900 in un’area relativamente piccola, con oltre 100 km di grotte in totale. È il primo e il più studiato terreno carsico evaporitico del mondo, con lavori accademici iniziati addirittura nel XVI secolo. E comprende anche alcune delle grotte di gesso più profonde esistenti, che raggiungono i 265 metri sotto la superficie. Quest’area può essere considerata un unicum sull’intero pianeta, perché raccoglie, protegge, documenta e mette a disposizione degli scienziati di tutto il mondo l’insieme delle forme e dei fenomeni carsici che si sviluppano nelle evaporiti in climi subtropicali-umidi.

L’insieme di morfologie carsiche, grotte e sorgenti evaporitiche hanno uno straordinariovalore non solo geologico e geomorfologico ma anche paleontologico, biologico, archeologico e perla storia dell’arte.

Le sette aree inserite nel sito si trovano nelle province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna e sono l’Alta Valle Secchia, la Bassa Collina Reggiana, i Gessi di Zola Predosa, i Gessi Bolognesi, la Vena del Gesso Romagnola, le Evaporiti di San Leo e i Gessi di Onferno.

Iscrizione alla Lista Patrimonio Mondiale:

Riyad (Arabia Saudita) 10-25 settembre 2023

Criteri iscrizione

(vii): il Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionaleospita una densità di forme carsiche superficiali, grotte, sorgenti saline, minerali, speleotemi e contenuti paleontologici che non ha eguali nel mondo, grazie al particolare contesto geologico e climatico. Per tale motivo, in questo luogo i fenomeni sono stati studiati fin dal XVI secolo e qui sono nate molte delle moderne teorie scientifiche sul carsismo evaporitico.

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