Un po’ di storia…

I gessi emiliano-romagnoli si sono formati in seguito a due degli eventi geologici più impressionanti della storia della Terra: la disgregazione del supercontinente Pangea, avvenuta circa 200 milioni di anni fa, e la catastrofe ecologica che colpì il Mar Mediterraneo circa 6 milioni di anni fa, conosciuta come “Crisi di Salinità del Mediterraneo”.

Nell’Appennino settentrionale, i depositi evaporitici che testimoniano questi due eventi geologici distanti nel tempo, affiorano in un’area ristretta, ravvicinati dall’orogenesi appenninica innescata dalla collisione dei continenti africano ed europeo.

A partire dal tardo Cenozoico, queste rocce hanno progressivamente assunto l’attuale assetto e sono state interessate dall’azione delle acque superficiali e sotterranee, in un regime climatico classificato come subtropicale umido secondo la classificazione climatica di Köppen-Geiger. Condizioni calde e umide portano solitamente a una dissoluzione diffusa dei depositi evaporitici con conseguente obliterazione dei fenomeni.

Nell’area dell’Appennino settentrionale invece, la peculiare collocazione delle rocce e l’alternanza delle fasi glaciali e interglaciali non solo le hanno preservate, ma hanno creato anche le condizioni per la formazione di manifestazioni carsiche uniche.

La ricchezza di forme carsiche epigee e ipogee, alcune delle quali descritte per la prima volta in quest’area, e la non comune ricchezza di rari speleotemi e minerali di grotta alcuni dei quali unici al mondo, contribuiscono all’eccezionalità di quest’area. 

In epoca romana la presenza di grotte naturali nel gesso ha facilitato l’estrazione di splendidi cristalli trasparenti utilizzati nelle intelaiature delle finestre, al posto del vetro. La vicinanza alla prima Università e un florido ambiente culturale alla fine del XVII secolo portarono proprio in quest’area alla nascita delle discipline della speleologia, mineralogia e idrogeologia nelle evaporiti. Per questo motivo gran parte delle scoperte scientifiche riguardanti il carsismo evaporitico devono la loro origine a questi luoghi: per l’evidenza dei fenomeni, per la loro accessibilità e per la combinazione unica di fattori climatici e geologici.

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