Un po’ di storia

Bologna vanta un’estensione di tratti porticati pari a ben 62 chilometri, dato che non trova eguale in nessun altro luogo al mondo. E’ straordinario anche il fatto che i portici siano stati costruiti in città dal XII secolo fino ai giorni nostri, senza soluzione di continuità, andando così a creare un vero e proprio catalogo di forme architettoniche che si differenziano per stile, materiali, tipologia edilizia, funzione, ruolo urbano. In molte altre città in Italia, in Europa e nel mondo, il portico è presente, ma mai in modo così pervasivo e variegato come a Bologna. 

Grazie al particolare apparato normativo e alla definizione del portico come spazio di proprietà privata ma ad uso pubblico, i portici a Bologna hanno potuto resistere per un lungo arco temporale e diventare elemento d’identità cittadina e luogo di socialità e relazione.

È un modello architettonico ma anche sociale, luogo di integrazione e scambio, in cui i principali protagonisti della città (cittadini, migranti e studenti) vivono e condividono tempo e idee, relazioni e pensieri. È un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile dove spazi civili e religiosi e residenze di tutte le classi sociali sono perfettamente integrati: un luogo di continuo scambio di valori umani che pervade e plasma la vita della città. Questa è la ragione per cui le persone che sono passate a Bologna, nei secoli, hanno apprezzato e decantato il portico, ed è il motivo per cui il modello porticato è stato continuamente esportato in altre parti d’Italia e d’Europa.

Inoltre, a Bologna, i portici sono il risultato eccezionale di un sistema di regole urbanistiche. Questo ha favorito la creazione di una tipologia architettonica che è stata declinata in modi diversi nella città di Bologna nel corso di nove secoli. Il mantenimento della normativa regola l’uso, la gestione e la costruzione dei portici nell’attuale corpus normativo e la volontà di proporre il modello porticato, anche laddove l’espansione moderna della città non prevede l’applicazione dello Statuto duecentesco.

Infine, l’aspetto sociale e comunitario è ciò che contraddistingue questi spazi coperti che sono nati come, e continuano ad essere, proprietà privata ad uso pubblico. Per questi motivi la comunità, ma anche i visitatori, hanno sempre riconosciuto e riconoscono ancora oggi l’elemento porticato come elemento identificativo della città.

(Testi tratti da www.comune.bologna.it)