I Beni

Le 12 componenti selezionate tra i 62 Km di portici bolognesi, secondo un criterio di rappresentatività, riassumono nel loro complesso l’intero sistema, componendo un insieme rappresentativo di fasi cronologiche, linguaggi architettonici, caratteristiche tecniche, funzioni urbane e sociali.

Santa Caterina e Saragozza – I portici architravati di Santa Caterina sono una rara e preziosa testimonianza di una delle più antiche lottizzazioni di proprietà monastica realizzate in una delle più dinamiche città europee del Medioevo. Queste fragili strutture, sopravvissute allo sventramento di quest’area nel XIX e XX secolo, sono state accuratamente restaurate grazie al celebre Piano di Conservazione del Centro Storico di Bologna del 1970. Il portico è una sorta di spazio-filtro tra la strada e i negozi al piano terra e in stretto rapporto con i cortili interni, relazioni che sono ancora oggi chiaramente visibili.

Santo Stefano e Mercanzia – La componente comprende la Basilica di Santo Stefano e il tessuto architettonico circostante della piazza nel suo insieme, per sottolineare il rapporto tra la funzione residenziale senatoria dei palazzi e la funzione pubblica della piazza.  Le funzioni residenziali, commerciali e religiose che caratterizzano questa componente sono rimaste immutate da più di 800 anni.

Baraccano – Questa componente comprende una serie di portici che si intersecano a diverse altezze, costruiti tra il XVI e il XVII secolo. Il Santuario di Santa Maria del Baraccano è collegato al portico di via Santo Stefano dal cosiddetto “voltone del Baraccano”. Questa grande volta fu realizzata anche per creare un collegamento visivo e spaziale tra il portico dell’edificio che accoglieva le ragazze povere e orfane e il portico addossato alla facciata del Santuario.

Galliera – Fanno parte di questa componente importanti palazzi senatoriali e i loro portici che fiancheggiano via Galliera, un tempo cardo massimo della città romana di Bononia, via Manzoni e il complesso di San Colombano, risalente al VII secolo, attualmente parte del Museo Genus Bononiae. I portici quattrocenteschi e cinquecentesche esibiscono tipologie architettoniche che sono presenti solo in quest’area della città.

Pavaglione, Banchi e Piazza Maggiore – Questa componente comprende uno degli spazi pubblici di origine medievale più importanti e meglio conservati di tutta Europa, successivamente trasformato in foro politico in epoca rinascimentale, costituito da Piazza Maggiore, Piazza Re Enzo e Piazza del Nettuno, con la monumentale fontana del Giambologna (XVI secolo). La continuità con il passato è stata preservata anche nelle funzioni, rimaste sostanzialmente immutate nel corso dei secoli.

San Luca – Il portico di San Luca è un eccellente esempio di “via coperta” devozionale realizzata in Italia in epoca barocca. Questa componente inizia in città e termina presso il Santuario della Madonna di San Luca, che era la fine del percorso di pellegrinaggio. Completato nella prima metà del Settecento, è il portico più lungo mai realizzato, che da oltre tre secoli svolge ininterrottamente la sua funzione civile e religiosa. 

Università e Accademia – Il moderno campus urbano infra muros di Bologna risale all’epoca napoleonica e il suo nucleo corrisponde al perimetro di questa componente; al suo interno si trovano i principali edifici accademici dotati di portici. Il disegno dei portici come attributo chiave dell’architettura universitaria bolognese risale alla metà del XVI secolo, quando era considerato una rielaborazione all’antica di precedenti medievali e una rievocazione di modelli classici.

Certosa – Il lungo portico rettilineo che si dirama dal portico di San Luca verso il cimitero della Certosa è un esempio unico di portico sepolcrale di epoca moderna. Fu progettato dopo l’editto napoleonico di Saint- Cloud, sul modello delle antiche strade sepolcrali romane, ma con l’aggiunta della “via coperta” tipica di Bologna.

Cavour, Farini e Minghetti – La componente comprende significativi edifici porticati intorno alle piazze Cavour e Minghetti. Quest’area presenta la rilettura del portico sulla base di modelli architettonici consolidati, che si adattavano alle esigenze sociali e agli stili di vita più moderni, ma senza perdere il legame con la tradizione storica.

“Treno della Barca” – Costruito secondo rigorosi principi funzionalisti, il “Treno della Barca” presenta una rielaborazione in chiave moderna del tradizionale portico bolognese, a cui ridà vita in una zona periferica della città, evidenziandone l’incessante vitalità espressiva e la forza identitaria, radicata in una tradizione secolare.

MAMbo – Il portico novecentesco dell’antico forno pubblico, oggi sede del Museo di Arte Moderna di Bologna (una delle istituzioni culturali più dinamiche della città) documenta la persistenza del portico monumentale nelle grandi opere pubbliche di riqualificazione urbana dei primi del Novecento in una parte della città storicamente dedicato alle attività industriali premoderne. La componente comprende l’intera area dell’antico Porto Navile, recentemente trasformato e riproposto come polo culturale (Manifattura delle Arti).

Strada Maggiore – Strada Maggiore è stata un asse ordinativo cruciale per la città fin dall’epoca romana, ma fu nel Medioevo che divenne “specchio” di magnificenza urbana del portico su entrambi i lati della strada. Nel corso della sua lunga storia la città è cresciuta lungo questo asse viario e per questo Strada Maggiore presenta numerosi episodi di eccezionale originalità architettonica del portico, dal Medioevo fino all’età moderna, che testimoniano la sua storia unica. 

(Testi tratti da www.comune.bologna.it)