Un po’ di storia…

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene rappresentano un paesaggio culturale rurale, caratterizzato prevalentemente dalla viticoltura e il cui risultato è dovuto dalla continua interazione tra uomo e ambiente. Un paesaggio in continua evoluzione, le cui significative prove materiali prodottesi nel corso del tempo sono tangibili e sono rappresentative anzitutto della condizione di partenza di marginalità del sito.

Testimonianze descrittive della coltivazione della vite nelle colline dell’Alta Marca Trevigiana sono rintracciabili sin dall’epoca romana: l’introduzione dei vitigni si affermò soprattutto con i Romani attraverso l’introduzione di nuovi vitigni e alla realizzazione di collegamenti stradali. Con la caduta dell’Impero romano anche la coltura della vite attraversò una fase critica; il suo rilancio si ebbe solo successivamente attraverso il monachesimo benedettino.

Ma il vero impulso alla coltura della vite e alla produzione del vino Prosecco, venne dato nei secoli successivi grazie alla ricerca e gli studi enologici e vitivinicoli. Fulcro di questa propensione alla ricerca è ed è stata la città di Conegliano, dove già nel 1768 venne aggiunta per volere del governo veneto la sezione “Scienza e Agricoltura” all’Accademia degli Aspiranti. L’antica Accademia fu, difatti, la culla degli studi enologici ed agronomici che permisero di trasformare un’agricoltura poverissima in un esempio di successo. La strada non fu facile: si trattava di fare scuola, di insegnare davvero ai contadini il loro mestiere. Questa intuizione portò alla formazione di una vera e propria scuola agraria, che si concretizzò nel 1876 con la fondazione della Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia, prima nel suo genere in Italia. Un sostanzioso contributo alla realizzazione della scuola venne dato da Cerletti e Carpenè, quest’ultimo fondatore nel 1868 anche della Società Enologica Trevigiana, che aveva lo scopo principale di migliorare la manifattura del vino trevigiano e renderlo commerciabile all’estero.
Nel 1923 venne fondata, sempre nella città di Conegliano, la Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia, organismo indipendente dalla scuola, ma operante sotto la guida dei docenti.
Il contributo di questi due istituti fu determinante, non solo per il perfezionamento delle tecniche di produzione del vino, ma anche per il ridisegno del paesaggio rurale, che nel Novecento vide specializzarsi sempre più nella coltivazione della vite passando da una viticoltura a vite maritata a quella specializzata “a palo secco”.