La Città Industriale

Ivrea, modello unico ed eccezionale di Città Industriale e la filosofia industriale di Adriano Olivetti

Nel corso del Novecento, Ivrea ha realizzato un modello alternativo e unico di città industriale basato su un sistema sociale e produttivo ispirato alla Comunità. Il concetto di “comunità” racchiude in sé, infatti, valori umani, ambientali e architettonici che hanno fatto di Ivrea la città industriale per eccellenza del XX secolo. Un modello di lavoro, un modello di vita che fanno coesistere armonicamente lo spazio economico-produttivo e quello sociale. La città industriale di Ivrea è stata costruita tra il 1930 ed il 1960 da Adriano Olivetti, seguendo due modelli differenti: da un lato il modello delle company town, dall’altro quello dei sistemi industriali che si sviluppano nei grandi agglomerati urbani e che hanno avuto un forte impatto sui processi sociali e produttivi.

Il pensiero olivettiano si manifesta in un insieme eccezionale di edifici per l’industria e per i servizi sociali di straordinaria qualità, secondo un modello di sviluppo, alternativo a quelli tradizionali, in cui le politiche sociali costituiscono i presupposti delle opere di architettura moderna e i piani urbanistici ridisegnano la città e il suo contesto territoriale rispondendo alle necessità legate all’evoluzione dei processi di industrializzazione.

La figura di Adriano Olivetti non è paragonabile ad altri imprenditori che affidarono ad architetti di solida fama l’immagine delle proprie fabbriche perché egli ha definito un progetto moderno che comprendeva non solo la costruzione di edifici per la produzione, per i servizi, residenziali e culturali ma anche lo sviluppo di strumenti urbanistici moderni per la pianificazione territoriale. Non concepiva la fabbrica come mera unità produttiva, ma come luogo aggregativo centrale della vita della comunità che gravita intorno ad essa. Considerava il capitale umano la chiave per lo sviluppo e la crescita economica nella società della conoscenza; l’insieme di competenze, abilità ed esperienze che l’individuo esercita nel corso della sua vita si forma attraverso l’interazione continua dei singoli individui con il complesso dell’ambiente (naturale, culturale e umano) che li circonda fin dall’infanzia.

Egli stesso ha ricordato che, per questo motivo, “abbiamo voluto le finestre basse e i cortili aperti e gli alberi nel giardino ad escludere definitivamente l’idea di una costrizione e di una chiusura ostile”.

Anche i muri ricchi di vetrate sono serviti agli operai per mantenere una relazione con l’ambiente naturale a cui erano legati, dato che per lo più erano provenienti da famiglie contadine. Nella Fabbrica di Adriano, inoltre, erano presenti biblioteche, perché riteneva che le capacità produttive dei lavoratori sarebbero state potenziate dall’ampliamento dei loro interessi.

Foto

Foto

Video

Video

Beni Italiani

ITALIA